sembra che vengano tutti qua - pellegrini per caso in Terrasanta

come per caso queste immagini suggeriscono di unirci, per qualche attimo di vita,
alla luce e al tempo di questo mondo, forse a noi invisibile

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sembra che vengano tutti qua

pellegrinaggi
Sembra che vengano tutti qua ma non è così, purtroppo.

Homo viator. Chi viaggia merita rispetto e considerazione... nonostante le apparenze. Chi parte, può andare dove vuole, è in una condizione superiore allo stato di necessità (chi fugge non si può definire viaggiatore) ma è sempre uno o un gruppo che sacrificano tempo e risorse irrecuperabili... e rischia sempre qualcosa. Sarà appagato se avrà trovato quel che cercava; rimarrà deluso se avrà subìto disagi e danni.
Molti viaggiano per evadere, sognando di poter essere chissà chi chissà dove: è una dimensione necessaria della libertà di vivere. Non sono pochi nemmeno quelli che nel viaggiare mettono una parte importante della vita, sperando di poter tornare cambiati nel loro mondo. Facciamo il tifo per loro: prima o poi diventeranno pellegrini della vita, che secondo noi è il traguardo!

Secondo i dati del WTO nel mondo nel 2016 i "turisti che hanno varcano le proprie frontiere" sono 1 mld 135 mln. Di questi, i “viaggiatori religiosi” sono 300-330 milioni l’anno. C'è una vera e propria “domanda di pellegrinaggio” .
In Terrasanta i visitatori, dopo il calo degli anni passati, dall’Italia sono stati 130.000. In generale Cristiani 54%, ebrei 39%, i musulmani sono i restanti ma non sono ben quantificabili.
Più della metà dei pellegrini ritorna in Terra Santa. Luoghi più visitati a Gerusalemme: Muro del Pianto 74%, Quartiere Ebraico 66%, Santo Sepolcro 53% e Via Dolorosa 51%.

Pellegrinaggio. E' sempre più di quanto si possa dire o sapere, sia perché le esperienze di fede non si possono ridurre alle pur vaste memorie umane o agli schemi delle istituzioni, sia perché in queste Terre (Israele, Palestina, Giordania, Siria, Egitto, Libano) la scoperta delle tappe della geografia della salvezza è inesauribile. E ovunque c'è l'eco di qualcosa che ci sembra d'aver già visto o sentito, che appunto avevamo bisogno e desiderio di ritrovare. La Pira diceva che in queste terre c'è la patria comune delle religioni abramitiche. Dovrebbe essere quindi Terra accogliente: tutti là sono nati, dice il salmo. Ma gli appartenenti a queste religioni credono, ognuno per sé, che Dio è qua, non solo che c'è stato. Quindi, vedendo come sono andate le relazionano nell'attualità e nei secoli passati, tanti altri pensano che senza religioni si starebbe forse meglio.

Terrasanta: l'espressione si trova per la prima volta in una visione del profeta Zaccaria (2,16) "Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa ed eleggerà di nuovo Gerusalemme", che predicò nel periodo dopo l'esilio babilonese. Per una seconda volta è chiamata così da 2Macc 1,6 che riporta una lettera indirizzata agli ebrei in Egitto nel 124 a.C.. Non è chiamata in questo modo come per farne un nome proprio ma familiare, scontato.

Per geologi, paleontologi ed archeologi questa è un'area speciale, come poche altre al mondo. Si cammina su terre che sono così come emersero milioni d'anni fà, tra una zolla tettonica e l'altra. Si vedono i segni degli avvicendamenti delle civiltà arcaiche. Nella scrittura ebraica si indovinano le radici da quella cuneiforme dei Sumeri, come nella Genesi si riconoscono le epopee di Gilgamesh. Puoi prendere tra le mani reperti di tutti i secoli, fino alle macerie dell'ultimo contrasto israelo-palestinese di ieri, sparsi in uno qualunque dei villaggi, delle città e dei deserti di questa terra. Qui è passato di tutto e si può incontrare di tutto.
Tutti se ne sono andati trasformati; convinti di dovervi fare ritorno, come se si tornasse a casa. Perché   

Viaggiare sicuri in Terrasanta. Nelle regioni della Terrasanta è difficile evadere e vagabondare, pur essendoci località e strutture per splendide vacanze. Non è obbligatorio fare i pellegrini, non si profana la Terrasanta se ci si va per turismo. Ma è probabile che un buon viaggiatore si chieda se non sia anche lui in qualche misura pellegrino. In Israele e Palestina i pellegrini viaggiano sicuri e sono rispettati e benvoluti, in specie noi italiani. Basta rispettare le regole e le consuetudini, come dappertutto, e ricordarsi che si è ospiti.
In queste regioni la sicurezza è un atteggiamento positivo: le forze di polizia fanno presidio, controllo e intelligence (nel pericolo c'è irruenza, a volte, non c'è mai arbitrio o corruzione). Sono ben pochi i luoghi non raccomandabili in tutta la regione, e lo sono perlopiù di notte per gente che vuole andare in giro da sola... Sì, guardando attorno con attenzione, si vedono anche i problemi di queste regioni, come altrove se ne vedono altri. Non è però saggio chiedere al primo che s'incontra, illudendosi di fare amicizia: "ma perché non andate d'accordo?". A parte l'opportunità dell'inquisire, bisogna chiedersi seriamente: "e io a questa gente quale contributo risolutivo darò?" Risposta realista: quasi nessuno!
La nostra presenza in Terrasanta favorisce tutte le attività legate al turismo e siamo i testimonials di quell'umanità che ha bisogno di libertà per vedere e capire, in specie a nome delle religioni abramitiche. Qui si è a contatto con lo snodo più importante tra Occidente e Oriente. Ma il valore sommo del nostro esserci - che potrà condizionare la pace e la giustizia - è nella nostra fede e nella nostra carità!
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